Quando ho iniziato il mio percorso di studi in Farmacia, nel 2006, mai avrei pensato mi avrebbe condotto fin qui a scrivere, parlare e occuparmi felicemente di Fitoterapia.
Il destino ha fatto la sua grande parte, senza ombra di dubbio, permettendomi di incontrare (e rincontrare) le persone giuste al momento giusto.
Il corso di laurea in Farmacia è, di base, molto statico; come tutti i percorsi di studio tende a focalizzare chi lo intraprende verso un unico scopo: superare un esame dopo l’altro evitando in ogni odo gli ostacoli che potrebbero allontanare dal conseguire il tanto agognato titolo di studio; e questo, molto spesso, non permette allo studente (a ragione, per certi versi) di vederne le sfaccettature, le sfumature, le diramazioni che da esso (e dal titolo che conseguirà) possono derivare. E spesso (soprattutto se, come è successo per me, si studia in un luogo dove le prospettive lavorative sono ridotte dall’essere isolani) la laurea in Farmacia porta ad una sola prospettiva a volte solo idealizzata ma che diventa molto spesso una convinzione, un qualcosa di scontato, traducendosi nell’automatismo “lavorare in farmacia”.
Mi ritengo molto fortunato perché tutto quello che mi è stato dato dal quel grandioso corso di laurea ho potuto applicarlo, con tanti sforzi e grande impegno, ad un campo che sì ne fa parte, ma che allo stesso tempo viene molto spesso trascurato, a volte sbeffeggiato o addirittura completamente ignorato: la Fitoterapia. E parlo della Fitoterapia, quella con la F maiuscola, sia chiaro. E a breve vi spiegherò perché per me quella F fa la differenza.

Quasi al termine del mio percorso di studi, per puro caso, entro a contatto col “mondo Erboristeria” fino ad allora solo sfiorato dagli esami curricolari (e a proposito di quelle persone che il destino fa incontrare e rincontrare: Carla, grazie infinite, perché sei stata il motore che ha dato vita a tutto questo). Da quel momento non l’ho lasciato più, quel mondo: tutte quelle piante officinali, tutte quelle famiglie e specie botaniche talvolta tanto simili strutturalmente quanto differenti nelle loro applicazioni d’uso; gli estratti che da esse si ottengono vengono addirittura perfezionati, “standardizzati in componenti attive” si dice in gergo tecnico, e tutte quelle analogie con quello che la chimica farmaceutica mi ha insegnato…non potevo far altro che pensare “ecco dove tutto inizia, ecco dove tutto ha origine”.

Sono rimasto affascinato e conquistato da quel mondo fatto di colori, odori nuovi, foglie e fiori, radici (è vero, sì, a volte maleodoranti), formule chimiche già studiate sui libri che avevano tanto di familiare ma allo stesso tempo erano diverse, quasi rinnovate, ravvivate.
Ma ancora, quella F maiuscola. non era nata. Mancava ancora qualcosa che permettesse alla fitoterapia di avere completezza e armonia, e anche un po’ di autorità.
Quella F è nata circa 2 anni fa. Quella F è nata dall’esperienza, dall’osservazione, dalle arrabbiature per quell’autorità negata dalla maggior parte delle persone che “tanto sono erbe, che male vuoi che facciano!” e dalla comprensione che nulla basta a sé stesso.

Quella F è nata quando ho capito che la fitoterapia aveva bisogno di alleati per poter essere davvero d’aiuto alle persone; quando ho capito che la fitoterapia per essere Fitoterapia aveva bisogno di diventare ascolto attivo, consiglio personalizzato, etica professionale al di là della vendita del prodotto del momento, del prodotto che “QUESTO TI FA PERDERE VENTI CHILI IN QUATTRO GIORNI!”. Quando ho capito che aveva bisogno di armonizzarsi alla persona nel suo insieme, tenendo conto che è fatta quotidianamente di alimentazione corretta, movimento fisico adeguato, sostegno psicofisico adatto, contatto con la natura e con le energie del nostro io più profondo; ma è anche quella persona che spesso (e ancora più spesso inconsciamente) ha bisogno di fidarsi ed affidarsi, che ha bisogno di quel supporto corretto per riuscire combattere le paure, i dubbi, la diffidenza, lo stress lavorativo o casalingo che l’accompagnano ogni giorno, spesso indotta dalla malsana abitudine di subire passivamente ogni forma di trattamento alla quale si sottopone, dall’abitudine di non ascoltarsi.

Quella F maiuscola ho cercato di concretizzarla con la nascita della mia attività: Erboboutique. Ed ancora oggi (e per sempre, spero) ho la voglia di concretizzarla sempre di più, di ragionarla, modificarla, aggiornarla e plasmarla sulle reali esigenze della persona.
Quella F maiuscola vuole essere esigenza che colma le carenze di ognuno di noi, me compreso, per renderci agli occhi di noi stessi delle persone migliori.
Non ho la presunzione di avere tutto chiaro, di essere arrivato, lungi da me. Ma credo sia la strada giusta per salvare questo mondo dalla non conoscenza, dalla cialtronaggine di alcuni millantatori new age che arrecano solo danni ai veri professionisti, e dall’ingenua e a volte commovente frase “tanto sono erbe, che male vuoi che facciano!”

Il mio blog vuole essere di ispirazione e motivazione per tutti voi. Vuole mostrarvi la mia visione del “mondo Erboristeria” evolvendolo a quello che la tecnologia del XXI secolo ha apportato in termini di qualità, efficacia e sicurezza al mondo del naturale. Vuole darvi piccoli e grandi suggerimenti utili e applicabili nella vita di tutti i giorni attraverso nozioni, recensioni, manuali applicativi, interviste e vita vissuta, magari con qualche sproloquio di troppo, non posso promettervi il contrario!
Vuole riunire tutte quelle figure professionali con le quali mi interfaccio ogni giorno come Nutrizionisti, Psicologi ma anche Counselor, Operatori Olistici e Veterinari, che tramite la loro conoscenza verranno integrati e armonizzati al mio mondo per lavorare in completa sinergia.
Ed ecco, questo è tutto, ora sì che ci siamo: ora sì che vedo quella F maiuscola.
Mi chiamo Gianluca Marongiu e sono IL DOTTOR ERBO.

Auguro una buona navigazione sul mio blog e una buona lettura a tutti.

IL DOTTOR ERBO | Dott. Gianluca Marongiu